Giovanni Diodati 1649 (Italian) GDB
The Latin Vulgate VUL
1 ALLORA il re Salomone adunò appresso di sè, in Gerusalemme, gli Anziani d’Israele, e tutti i capi delle tribù, i principali delle nazioni paterne de’ figliuoli d’Israele, per trasportar l’Arca del Patto del Signore, dalla Città di Davide, la quale è Sion.
1
tunc congregavit omnes maiores natu Israhel cum principibus tribuum et duces familiarum filiorum Israhel ad regem Salomonem in Hierusalem ut deferrent arcam foederis Domini de civitate David id est de Sion
2 Si raunarono ancora appresso del re Salomone tutti gli uomini d’Israele, nel mese di Etanim, che è il settimo mese, nella festa.
2
convenitque ad regem Salomonem universus Israhel in mense hethanim in sollemni die ipse est mensis septimus
3 E tutti gli Anziani d’Israele essendo arrivati, i sacerdoti levarono l’Arca in su le spalle.
3
veneruntque cuncti senes ex Israhel et tulerunt sacerdotes arcam
4 E trasportarono l’Arca del Signore, e il Tabernacolo della convenenza, e tutti i vasellamenti sacri ch’erano nel Tabernacolo. I Sacerdoti e i Leviti li trasportarono.
4
et portaverunt arcam Domini et tabernaculum foederis et omnia vasa sanctuarii quae erant in tabernaculo et ferebant ea sacerdotes et Levitae
5 E il re Salomone, e tutta la raunanza d’Israele che si era adunata appresso di lui, camminavano con lui davanti all’Arca, sacrificando pecore e buoi, in tanto numero che non si potevano nè contare,
5
rex autem Salomon et omnis multitudo Israhel quae convenerat ad eum gradiebatur cum illo ante arcam et immolabant oves et boves absque aestimatione et numero
6 nè annoverare. Ed i sacerdoti portarono l’Arca del Patto del Signore dentro al suo luogo, nell’Oracolo della Casa, nel Luogo santissimo, sotto alle ale de’ Cherubini;
6
et intulerunt sacerdotes arcam foederis Domini in locum suum in oraculum templi in sanctum sanctorum subter alas cherubin
7 perciocchè i Cherubini spandevano le ale sopra il luogo dell’Arca, e coprivano l’Arca, e le sue stanghe, disopra.
7
siquidem cherubin expandebant alas super locum arcae et protegebant arcam et vectes eius desuper
8 E tirarono infuori le stanghe, per tutta la lor lunghezza; ed i capi di esse si vedevano dal Luogo santo, in su la parte anteriore dell’Oracolo, e non si videro più di fuori; anzi son restate quivi fino a questo giorno.
8
cumque eminerent vectes et apparerent summitates eorum foris sanctuarium ante oraculum non apparebant ultra extrinsecus qui et fuerunt ibi usque in praesentem diem
9 Dentro dell’Arca non vi era null’altro, che le due Tavole di pietra, che Mosè vi avea riposte in Horeb, quando il Signore fece patto co’ figliuoli d’Israele, dopo che furono usciti del paese di Egitto.
9
in arca autem non est aliud nisi duae tabulae lapideae quas posuerat in ea Moses in Horeb quando pepigit foedus Dominus cum filiis Israhel cum egrederentur de terra Aegypti
10 Or avvenne che, dopo che i sacerdoti furono usciti fuori del Luogo santo, una nuvola riempiè la Casa del Signore.
10
factum est autem cum exissent sacerdotes de sanctuario nebula implevit domum Domini
11 Ed i sacerdoti non potevano stare in piè per fare il servigio, per cagione della nuvola; perciocchè la gloria del Signore avea ripiena la Casa del Signore.
11
et non poterant sacerdotes stare et ministrare propter nebulam impleverat enim gloria Domini domum Domini
12 ALLORA Salomone disse: Il Signore ha detto ch’egli abiterebbe nella caligine.
12
tunc ait Salomon Dominus dixit ut habitaret in nebula
13 Io ti ho pure edificata, o Signore, una Casa per tuo abitacolo, una stanza per tua dimora in perpetuo.
13
aedificans aedificavi domum in habitaculum tuum firmissimum solium tuum in sempiternum
14 Poi il re voltò la faccia, e benedisse tutta la raunanza d’Israele or tutta la raunanza d’Israele stava quivi in piè,
14
convertitque rex faciem suam et benedixit omni ecclesiae Israhel omnis enim ecclesia Israhel stabat
15 e disse: Benedetto sia il Signore Iddio d’Israele, il quale con la sua bocca parlò a Davide, mio padre, ed ha con la sua mano adempiuto ciò ch’egli avea detto.
15
et ait benedictus Dominus Deus Israhel qui locutus est ore suo ad David patrem meum et in manibus eius perfecit dicens
16 Cioè: Dal giorno che io trassi fuor di Egitto il mio popolo Israele, io non ho scelta alcuna città d’infra tutte le tribù d’Israele, per edificarvi una Casa, nella quale il mio Nome dimorasse; ma io ho scelto Davide, per istabilirlo sopra il mio popolo Israele.
16
a die qua eduxi populum meum Israhel de Aegypto non elegi civitatem de universis tribubus Israhel ut aedificaretur domus et esset nomen meum ibi sed elegi David ut esset super populum meum Israhel
17 Or Davide mio padre ebbe in cuore di edificare una Casa al Signore Iddio d’Israele.
17
voluitque David pater meus aedificare domum nomini Domini Dei Israhel
18 Ma il Signore disse a Davide, mio padre: Quant’è a quello che tu hai avuto in cuore di edificare una Casa al mio Nome, bene hai fatto di averlo avuto in cuore;
18
et ait Dominus ad David patrem meum quod cogitasti in corde tuo aedificare domum nomini meo bene fecisti hoc ipsum mente tractans
19 nondimeno tu non edificherai essa Casa; anzi il tuo figliuolo, che uscirà dei tuoi lombi, sarà quello che edificherà questa Casa al mio Nome.
19
verumtamen tu non aedificabis domum sed filius tuus qui egredietur de renibus tuis ipse aedificabit domum nomini meo
20 Il Signore adunque ha messa ad effetto la parola ch’egli avea detta; ed io son surto in luogo di Davide, mio padre, e son seduto sopra il trono d’Israele, siccome il Signore ne avea parlato, ed ho edificata questa Casa al Nome del Signore Iddio d’Israele.
20
confirmavit Dominus sermonem suum quem locutus est stetique pro David patre meo et sedi super thronum Israhel sicut locutus est Dominus et aedificavi domum nomini Domini Dei Israhel
21 E quivi ho costituito un luogo per l’Arca, nella quale è il Patto del Signore, ch’egli fece co’ nostri padri, quando li trasse fuor del paese di Egitto.
21
et constitui ibi locum arcae in qua foedus est Domini quod percussit cum patribus nostris quando egressi sunt de terra Aegypti
22 Poi Salomone si presentò davanti all’Altare del Signore, in presenza di tutta la raunanza d’Israele, ed aperse le palme delle sue mani verso il cielo,
22
stetit autem Salomon ante altare Domini in conspectu ecclesiae Israhel et expandit manus suas in caelum
23 e disse: O Signore Iddio d’Israele, ei non vi è, nè disopra ne’ cieli, nè disotto sopra la terra, alcun dio pari a te, che attieni il patto e la benignità inverso i tuoi servitori, che camminano davanti a te con tutto il cuor loro;
23
et ait Domine Deus Israhel non est similis tui Deus in caelo desuper et super terra deorsum qui custodis pactum et misericordiam servis tuis qui ambulant coram te in toto corde suo
24 che hai attenuto al tuo servitore Davide, mio padre, ciò che tu gli avevi detto; e ciò che tu gli avevi detto con la tua bocca, tu l’hai adempiuto con la tua mano, come oggi appare.
24
qui custodisti servo tuo David patri meo quae locutus es ei ore locutus es et manibus perfecisti ut et haec dies probat
25 Ora dunque, Signore Iddio di Israele, osserva al tuo servitore Davide, mio padre, ciò che tu gli hai detto; cioè: Ei non ti verrà giammai meno, dal mio cospetto, uomo che segga in sul trono d’Israele; purchè i tuoi figliuoli prendano guardia alla via loro, per camminare davanti a me, come tu sei camminato.
25
nunc igitur Domine Deus Israhel conserva famulo tuo David patri meo quae locutus es ei dicens non auferetur de te vir coram me qui sedeat super thronum Israhel ita tamen si custodierint filii tui viam suam ut ambulent coram me sicut tu ambulasti in conspectu meo
26 Ora dunque, o Dio d’Israele, sia, ti prego, verificata la tua parola, che tu hai detta al tuo servitore Davide, mio padre.
26
et nunc Deus Israhel firmentur verba tua quae locutus es servo tuo David patri meo
27 Ma pure veramente abiterà Iddio in su la terra? Ecco, i cieli, ed i cieli de’ cieli non ti possono capire; quanto meno questa Casa la quale io ho edificata?
27
ergone putandum est quod vere Deus habitet super terram si enim caelum et caeli caelorum te capere non possunt quanto magis domus haec quam aedificavi
28 Tuttavolta, o Signore Iddio mio, riguarda all’orazione del tuo servitore, ed alla sua supplicazione, per ascoltare il grido, e l’orazione la quale il tuo servitore fa oggi nel tuo cospetto;
28
sed respice ad orationem servi tui et ad preces eius Domine Deus meus audi hymnum et orationem quam servus tuus orat coram te hodie
29 acciocchè gli occhi tuoi sieno aperti, notte e giorno verso questa Casa; verso il luogo del qual tu hai detto: Il mio Nome sarà quivi; per ascoltar l’orazione che il tuo servitore farà, volgendosi verso questo luogo.
29
ut sint oculi tui aperti super domum hanc nocte et die super domum de qua dixisti erit nomen meum ibi ut exaudias orationem qua orat te servus tuus in loco isto
30 Esaudisci adunque la supplicazione del tuo servitore, e del tuo popolo Israele, quando ti faranno orazione, volgendosi verso questo luogo; ascoltali dal luogo della tua stanza ne’ cieli; ed ascoltandoli, perdona loro.
30
ut exaudias deprecationem servi tui et populi tui Israhel quodcumque oraverint in loco isto et exaudies in loco habitaculi tui in caelo et cum exaudieris propitius eris
31 Quando alcuno avrà peccato contro al suo prossimo, ed esso avrà da lui richiesto il giuramento, per farlo giurare; ed il giuramento sarà venuto davanti al tuo Altare, in questa Casa, porgi le orecchie dal cielo,
31
si peccaverit homo in proximum suum et habuerit aliquod iuramentum quo teneatur adstrictus et venerit propter iuramentum coram altari tuo in domum tuam
32 ed opera, e giudica i tuoi servitori, condannando il colpevole, per fargli ritornare in su la testa ciò che egli avrà fatto; ed assolvendo il giusto, per rendergli secondo la sua giustizia.
32
tu exaudies in caelo et facies et iudicabis servos tuos condemnans impium et reddens viam suam super caput eius iustificansque iustum et retribuens ei secundum iustitiam suam
33 Quando il tuo popolo Israele sarà stato sconfitto dal nemico, perchè avrà peccato contro a te; se poi si converte a te, e dà gloria al tuo Nome, e ti fa orazione e supplicazione, in questa Casa,
33
si fugerit populus tuus Israhel inimicos suos quia peccaturus est tibi et agentes paenitentiam et confitentes nomini tuo venerint et oraverint et deprecati te fuerint in domo hac
34 esaudiscilo dal cielo, e perdona al tuo popolo Israele il suo peccato, e riconducilo al paese che tu desti a’ suoi padri.
34
exaudi in caelo et dimitte peccatum populi tui Israhel et reduces eos in terram quam dedisti patribus eorum
35 Quando il cielo sarà serrato, e non pioverà, perchè i figliuoli d’Israele avranno peccato contro a te; se essi fanno orazione, volgendosi verso questo luogo, e dànno gloria al tuo Nome, e si convertono da’ lor peccati, perciocchè tu li avrai afflitti,
35
si clausum fuerit caelum et non pluerit propter peccata eorum et orantes in loco isto paenitentiam egerint nomini tuo et a peccatis suis conversi fuerint propter adflictionem suam
36 esaudiscili dal cielo, e perdona a’ tuoi servitori, ed al tuo popolo Israele, il lor peccato, dopo che tu avrai loro mostrato il buon cammino, per lo quale hanno da camminare; e manda la pioggia in su la terra, la quale tu hai data per eredità al tuo popolo.
36
exaudi eos in caelo et dimitte peccata servorum tuorum et populi tui Israhel et ostende eis viam bonam per quam ambulent et da pluviam super terram tuam quam dedisti populo tuo in possessionem
37 Quando vi sarà nel paese fame, o pestilenza, od arsura, o rubigine, o locuste, o bruchi; ovvero, quando i nemici strigneranno il tuo popolo, nel paese della sua stanza; ovvero, quando vi sarà qualunque piaga, e qualunque infermità,
37
fames si oborta fuerit in terra aut pestilentia aut corruptus aer aurugo lucusta rubigo et adflixerit eum et inimicus eius portas obsidens omnis plaga universa infirmitas
38 esaudisci ogni orazione, ed ogni supplicazione, che farà qualunque persona, o tutto il tuo popolo Israele, quando ciascuno di loro avrà conosciuta la piaga del suo cuore, ed avrà aperte le palme delle sue mani verso questa Casa.
38
cuncta devotatio et inprecatio quae acciderit omni homini de populo tuo Israhel si quis cognoverit plagam cordis sui et expanderit manus suas in domo hac
39 Esaudiscila dal cielo, stanza della tua abitazione, e perdona, ed opera, e rendi a ciascuno secondo ogni sua via, come tu avrai conosciuto il suo cuore; perciocchè tu solo conosci il cuore di tutti i figliuoli degli uomini;
39
tu audies in caelo in loco habitationis tuae et repropitiaberis et facies ut des unicuique secundum omnes vias suas sicut videris cor eius quia tu nosti solus cor omnium filiorum hominum
40 acciocchè essi ti temano tutto il tempo che viveranno in su la terra che tu hai data a’ padri nostri.
40
ut timeant te cunctis diebus quibus vivunt super faciem terrae quam dedisti patribus nostris
41 Esaudisci eziandio il forestiere che non sarà del tuo popolo Israele, e sarà venuto di lontan paese, per cagione del tuo Nome.
41
insuper et alienigena qui non est de populo tuo Israhel cum venerit de terra longinqua propter nomen tuum audietur enim nomen tuum magnum et manus tua fortis et brachium tuum
42 Perciocchè udiranno parlare del tuo gran Nome, e della tua possente mano, e del tuo braccio steso. Quando adunque un tale sarà venuto, ed avrà fatta orazione in questa Casa,
42
extentum ubique cum venerit ergo et oraverit in loco hoc
43 esaudiscila dal cielo, stanza della tua abitazione, e fa’ secondo tutto quello per che quel forestiere ti avrà invocato; acciocchè tutti i popoli della terra conoscano il tuo Nome, per temerti, come il tuo popolo Israele; e per conoscere che questa Casa che io ho edificata, si chiama del tuo Nome.
43
tu exaudies in caelo in firmamento habitaculi tui et facies omnia pro quibus invocaverit te alienigena ut discant universi populi terrarum nomen tuum timere sicut populus tuus Israhel et probent quia nomen tuum invocatum est super domum hanc quam aedificavi
44 Quando il tuo popolo sarà uscito in guerra contro a’ suoi nemici, per la via per la quale tu lo avrai mandato, e ti avrà fatta, o Signore, orazione volgendosi verso la città che tu hai eletta, e verso la Casa che io ho edificata al tuo Nome,
44
si egressus fuerit populus tuus ad bellum contra inimicos suos per viam quocumque miseris eos orabunt te contra viam civitatis quam elegisti et contra domum quam aedificavi nomini tuo
45 esaudisci dal cielo la sua orazione, e la sua supplicazione, e fagli ragione.
45
et exaudies in caelo orationem eorum et preces eorum et facies iudicium eorum
46 Quando avranno peccato contro a te perciocchè non vi è uomo alcuno che non pecchi, e tu ti sarai adirato contro a loro, e li avrai messi in potere dei lor nemici, e quelli che li avranno presi li avranno menati in cattività, in paese nemico, o lontano, o vicino;
46
quod si peccaverint tibi non est enim homo qui non peccet et iratus tradideris eos inimicis suis et capti ducti fuerint in terram inimicorum longe vel prope
47 se nel paese, nel quale saranno stati menati in cattività, si ravveggono, e si convertono, e ti supplicano, nel paese di coloro che li avranno menati in cattività, dicendo: Noi abbiamo peccato, e commessa iniquità, noi siamo colpevoli;
47
et egerint paenitentiam in corde suo in loco captivitatis et conversi deprecati te fuerint in captivitate sua dicentes peccavimus inique egimus impie gessimus
48 se si convertono a te con tutto il cuor loro, e con tutta l’anima loro, nel paese dei loro nemici, che li avranno menati in cattività; e ti fanno orazione, volgendosi verso il paese loro, che tu hai dato a’ lor padri, e verso la città che tu hai eletta, e verso la Casa che io ho edificata al tuo Nome,
48
et reversi fuerint ad te in universo corde suo et tota anima sua in terra inimicorum suorum ad quam captivi ducti sunt et oraverint te contra viam terrae suae quam dedisti patribus eorum et civitatis quam elegisti et templi quod aedificavi nomini tuo
49 esaudisci dal cielo, stanza della tua abitazione, la loro orazione, e la lor supplicazione, e fa’ lor ragione.
49
exaudies in caelo in firmamento solii tui orationem eorum et preces et facies iudicium eorum
50 E perdona al tuo popolo che avrà peccato contro a te; e rimetti loro tutti i lor misfatti, che avranno commessi contro a te; e rendi loro misericordiosi quelli che li avranno menati in cattività, acciocchè abbiano pietà di loro;
50
et propitiaberis populo tuo qui peccavit tibi et omnibus iniquitatibus eorum quibus praevaricati sunt in te et dabis misericordiam coram eis qui eos captivos habuerint ut misereantur eis
51 perciocchè essi sono tua gente, e tua eredità, che tu hai tratta fuor di Egitto, di mezzo della fornace di ferro.
51
populus enim tuus est et hereditas tua quos eduxisti de terra Aegypti de medio fornacis ferreae
52 Sieno gli occhi tuoi aperti alla supplicazione del tuo servitore, ed alla supplicazione del tuo popolo Israele, per esaudirli in tutto ciò per che t’invocheranno.
52
ut sint oculi tui aperti ad deprecationem servi tui et populi tui Israhel et exaudias eos in universis pro quibus invocaverint te
53 Perciocchè tu li hai messi da parte, per tua eredità, d’infra tutti i popoli della terra, siccome tu ne parlasti per lo tuo servitore Mosè, quando tu traesti fuor di Egitto i padri nostri, o Signore Iddio.
53
tu enim separasti eos tibi in hereditatem de universis populis terrae sicut locutus es per Mosen servum tuum quando eduxisti patres nostros de Aegypto Domine Deus
54 Ora, quando Salomone ebbe finito di far tutta questa orazione, e supplicazione al Signore, egli si levò su d’innanzi all’Altare del Signore, dove era stato inginocchione, con le palme delle mani aperte verso il cielo.
54
factum est autem cum conplesset Salomon orans Dominum omnem orationem et deprecationem hanc surrexit de conspectu altaris Domini utrumque enim genu in terram fixerat et manus expanderat ad caelum
55 E rizzatosi in piè, benedisse tutta la raunanza d’Israele, ad alta voce, dicendo:
55
stetit ergo et benedixit omni ecclesiae Israhel voce magna dicens
56 Benedetto sia il Signore, il quale ha dato riposo al suo popolo Israele, interamente secondo ch’egli ne avea parlato; e’ non è caduto a terra nulla di tutte le buone parole ch’egli avea pronunziate per Mosè, suo servitore.
56
benedictus Dominus qui dedit requiem populo suo Israhel iuxta omnia quae locutus est non cecidit ne unus quidem sermo ex omnibus bonis quae locutus est per Mosen servum suum
57 Il Signore Iddio nostro sia con noi, come è stato co’ padri nostri; il Signore non ci abbandoni, e non ci lasci;
57
sit Dominus Deus noster nobiscum sicut fuit cum patribus nostris non derelinquens nos neque proiciens
58 per piegare il cuor nostro inverso lui, acciocchè camminiamo in tutte le sue vie, ed osserviamo i suoi comandamenti, ed i suoi statuti, e le sue leggi, ch’egli ha ordinate ai nostri padri.
58
sed inclinet corda nostra ad se ut ambulemus in universis viis eius et custodiamus mandata eius et caerimonias et iudicia quaecumque mandavit patribus nostris
59 E queste mie parole, con le quali io ho fatta supplicazione nel cospetto del Signore, stieno presso del Signore Iddio nostro, giorno e notte; acciocchè egli mantenga la ragione del suo servitore, e del suo popolo Israele, secondo che occorrerà giorno per giorno;
59
et sint sermones mei isti quibus deprecatus sum coram Domino adpropinquantes Domino Deo nostro die et nocte ut faciat iudicium servo suo et populo suo Israhel per singulos dies
60 affinchè tutti i popoli della terra conoscano che il Signore è Dio, e che non ve n’è alcun altro.
60
et sciant omnes populi terrae quia Dominus ipse est Deus et non est ultra absque eo
61 Sia dunque il cuor vostro intiero inverso il Signore Iddio nostro, per camminar ne’ suoi statuti, e per osservare i suoi comandamenti, come fate oggi.
61
sit quoque cor nostrum perfectum cum Domino Deo nostro ut ambulemus in decretis eius et custodiamus mandata eius sicut et hodie
62 Poi il re, e tutto Israele con lui, sacrificarono sacrificii davanti al Signore.
62
igitur rex et omnis Israhel cum eo immolabant victimas coram Domino
63 E Salomone sacrificò, per sacrificio da render grazie, il quale egli fece al Signore, ventiduemila buoi, e cenventimila pecore. Così il re e tutti i figliuoli d’Israele dedicarono la Casa del Signore.
63
mactavitque Salomon hostias pacificas quas immolavit Domino boum viginti duo milia ovium centum viginti milia et dedicaverunt templum Domini rex et filii Israhel
64 In quel giorno il re dedicò il mezzo del Cortile, ch’era davanti alla Casa del Signore; perciocchè sacrificò quivi olocausti ed offerte, e il grasso de’ sacrificii da render grazie; perchè l’Altare di rame ch’era davanti al Signore, era troppo piccolo, per capirvi gli olocausti, e le offerte, e il grasso de’ sacrificii da render grazie.
64
in die illa sanctificavit rex medium atrii quod erat ante domum Domini fecit quippe ibi holocaustum et sacrificium et adipem pacificorum quia altare aereum quod erat coram Domino minus erat et capere non poterat holocausta et sacrificium et adipem pacificorum
65 Ed in quel tempo Salomone celebrò la solennità, insieme con tutto Israele, ch’era una gran raunanza, raccolta dall’entrata di Hamat fino al Torrente di Egitto, davanti al Signore Iddio nostro; e quella solennità durò sette giorni, e poi ancora sette altri, che furono quattordici giorni.
65
fecit ergo Salomon in tempore illo festivitatem celebrem et omnis Israhel cum eo multitudo magna ab introitu Emath usque ad rivum Aegypti coram Domino Deo nostro septem diebus et septem diebus id est quattuordecim diebus
66 L’ottavo giorno egli licenziò il popolo; ed essi benedissero il re, e se ne andarono alle loro stanze, allegri e lieti di cuore, per cagione di tutti i beni che il Signore avea fatti a Davide, suo servitore, e ad Israele, suo popolo.
66
et in die octava dimisit populos qui benedicentes regi profecti sunt in tabernacula sua laetantes et alacri corde super omnibus bonis quae fecerat Dominus David servo suo et Israhel populo suo
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