Giovanni Diodati 1649 (Italian) GDB
The Latin Vulgate VUL
1 Allora Eliseo disse: Ascoltate la parola del Signore: Così ha detto il Signore: Domani a quest’ora lo staio del fior di farina si avrà per un siclo, e le due staia dell’orzo altresì per un siclo, alla porta di Samaria.
1
dixit autem Heliseus audite verbum Domini haec dicit Dominus in tempore hoc cras modius similae uno statere erit et duo modii hordei statere uno in porta Samariae
2 Ma il capitano, sopra la cui mano il re si appoggiava, rispose all’uomo di Dio, e disse: Ecco, avvegnachè il Signore facesse delle cateratte nel cielo, questo però potrebbe egli avvenire? Ed Eliseo gli disse: Ecco, tu il vedrai con gli occhi, ma non ne mangerai.
2
respondens unus de ducibus super cuius manum rex incumbebat homini Dei ait si Dominus fecerit etiam cataractas in caelo numquid poterit esse quod loqueris qui ait videbis oculis tuis et inde non comedes
3 Or all’entrata della porta vi erano quattro uomini lebbrosi; ed essi dissero l’uno all’altro: Perchè ce ne stiamo qui finchè siamo morti?
3
quattuor ergo viri erant leprosi iuxta introitum portae qui dixerunt ad invicem quid hic esse volumus donec moriamur
4 Se diciamo di entrare nella città, la fame vi è, e noi vi morremo; se stiamo qui, morremo altresì; ora dunque venite, e andiamoci ad arrendere al campo de’ Siri; se ci lasciano in vita, viveremo; e se pur ci fanno morire, morremo.
4
sive ingredi voluerimus civitatem fame moriemur sive manserimus hic moriendum nobis est venite igitur et transfugiamus ad castra Syriae si pepercerint nobis vivemus si autem occidere voluerint nihilominus moriemur
5 Così si levarono al vespro, per entrare nel campo de’ Siri; e venuti fino allo stremo del campo, ecco, non vi era alcuno.
5
surrexerunt igitur vesperi ut venirent ad castra Syriae cumque venissent ad principium castrorum Syriae nullum ibidem reppererunt
6 Perciocchè il Signore avea fatto risonar nel campo de’ Siri un romore di carri, e di cavalli, e di un grande esercito; laonde aveano detto l’uno all’altro: Ecco, il re d’Israele ha soldati contro a noi i re degli Hittei, e i re degli Egizj, per venire incontro a noi.
6
siquidem Dominus sonitum audiri fecerat in castris Syriae curruum et equorum et exercitus plurimi dixeruntque ad invicem ecce mercede conduxit adversum nos rex Israhel reges Hettheorum et Aegyptiorum et venerunt super nos
7 E si erano levati, ed erano fuggiti in sul vespro, e aveano lasciati i lor padiglioni, e i lor cavalli, e i loro asini, e il campo, nello stato ch’egli era; ed erano fuggiti chi qua chi là, secondo il volere di ciascuno.
7
surrexerunt ergo et fugerunt in tenebris et dereliquerunt tentoria sua et equos et asinos in castris fugeruntque animas tantum suas salvare cupientes
8 Que’ lebbrosi adunque, venuti fino allo stremo del campo, entrarono in una tenda, e mangiarono, e bevvero, e tolsero di là argento, ed oro, e vestimenti, e andarono, e nascosero quelle cose; poi tornarono, ed entrarono in un’altra tenda, e tolsero ancora di là di quelle stesse cose, e andarono, e le nascosero.
8
igitur cum venissent leprosi illi ad principium castrorum ingressi sunt unum tabernaculum et comederunt et biberunt tuleruntque inde argentum et aurum et vestes et abierunt et absconderunt et rursum reversi sunt ad aliud tabernaculum et inde similiter auferentes absconderunt
9 Ma poi dissero l’uno all’altro: Noi non facciamo bene; questo giorno è un giorno di buone novelle, e noi tacciamo! Se aspettiamo fino allo schiarir del dì, noi riceveremo la pena del nostro fallo; ora dunque venite, e andiamo a rapportar la cosa alla casa del re.
9
dixeruntque ad invicem non recte facimus haec enim dies boni nuntii est si tacuerimus et noluerimus nuntiare usque mane sceleris arguemur venite eamus et nuntiemus in aula regis
10 Così vennero, e gridarono alle guardie della porta della città, e fecero loro assapere la cosa, dicendo: Noi siamo entrati nel campo dei Siri, ed ecco, non vi è alcuno, nè voce alcuna d’uomo; ma sol vi sono i cavalli, e gli asini legati, e i padiglioni, come erano prima.
10
cumque venissent ad portam civitatis narraverunt eis dicentes ivimus ad castra Syriae et nullum ibidem repperimus hominum nisi equos et asinos alligatos et fixa tentoria
11 Allora le guardie della porta gridarono, e fecero assapere la cosa nella casa del re.
11
ierunt ergo portarii et nuntiaverunt in palatio regis intrinsecus
12 E il re si levò di notte, e disse a’ suoi servitori: Ora io vi dichiarerò quello che i Siri ci hanno fatto; hanno saputo che noi siamo affamati, e per ciò sono usciti del campo, per nascondersi per la campagna, dicendo: Quando saranno usciti della città, noi li prenderemo vivi, ed entreremo nella città.
12
qui surrexit nocte et ait ad servos suos dico vobis quid fecerint nobis Syri sciunt quia fame laboramus et idcirco egressi sunt de castris et latitant in agris dicentes cum egressi fuerint de civitate capiemus eos viventes et tunc civitatem ingredi poterimus
13 Ma uno de’ servitori del re rispose, e disse: Deh! prendansi cinque di que’ cavalli che son rimasti nella città ecco, sono come tutta la moltitudine d’Israele ch’è rimasta in esso; come tutta la moltitudine d’Israele ch’è perita; e mandiamo a vedere che cosa è.
13
respondit autem unus servorum eius tollamus quinque equos qui remanserunt in urbe quia ipsi tantum sunt in universa multitudine Israhel alii enim consumpti sunt et mittentes explorare poterimus
14 Presero adunque due coppie di cavalli; e il re mandò degli uomini sopra quelli, dietro al campo de’ Siri, dicendo: Andate, e vedete.
14
adduxerunt ergo duos equos misitque rex ad castra Syrorum dicens ite videte
15 E coloro andarono dietro a’ Siri, fino al Giordano; ed ecco, tutta la via era piena di vestimenti e d’arnesi, che i Siri aveano gittati via, affrettandosi di fuggire. E que’ messi ritornarono, e rapportarono il fatto al re.
15
qui abierunt post eos usque ad Iordanem ecce autem omnis via plena erat vestibus et vasis quae proiecerant Syri cum turbarentur reversique nuntii indicaverunt regi
16 Allora il popolo uscì, e predò il campo de’ Siri; e lo staio del fior di farina si ebbe per un siclo, e le due staia dell’orzo altresì per un siclo, secondo la parola del Signore.
16
et egressus populus diripuit castra Syriae factusque est modius similae statere uno et duo modii hordei statere uno iuxta verbum Domini
17 E il re costituì alla guardia della porta il capitano, sopra la cui mano egli si appoggiava; e il popolo lo calpestò nella porta, onde egli morì, secondo che l’uomo di Dio avea detto, quando parlò al re, allora ch’egli scese a lui.
17
porro rex ducem illum in cuius manu incubuerat constituit ad portam quem conculcavit turba in introitu et mortuus est iuxta quod locutus fuerat vir Dei quando descenderat rex ad eum
18 Perciocchè, quando l’uomo di Dio parlò al re, dicendo: Domani, a quest’ora, lo staio del fior di farina si avrà alla porta di Samaria per un siclo, e le due staia dell’orzo altresì per un siclo,
18
factumque est secundum sermonem viri Dei quem dixerat regi quando ait duo modii hordei statere uno erunt et modius similae statere uno hoc eodem tempore cras in porta Samariae
19 quel capitano avea risposto all’uomo di Dio, ed avea detto: Ecco, avvegnachè il Signore facesse delle cateratte nel cielo, questo potrebbe egli però avvenire? Ed egli gli avea detto: Ecco, tu il vedrai con gli occhi tuoi, ma tu non ne mangerai.
19
quando responderat dux ille viro Dei et dixerat etiam si Dominus fecerit cataractas in caelo numquid fieri poterit quod loqueris et dixit ei videbis oculis tuis et inde non comedes
20 E così gli avvenne; perciocchè il popolo lo calpestò nella porta, ed egli morì.
20
evenit ergo ei sicut praedictum erat et conculcavit eum populus in porta et mortuus est
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