Giovanni Diodati 1649 (Italian) GDB
The Latin Vulgate VUL
1 E QUANDO il re Ezechia ebbe intese queste cose, stracciò i suoi vestimenti, e si coprì di un sacco, ed entrò nella Casa del Signore.
1
quae cum audisset rex Ezechias scidit vestimenta sua et opertus est sacco ingressusque est domum Domini
2 E mandò Eliachim, mastro del palazzo, e Sebna, segretario, e i più vecchi de’ sacerdoti, coperti di sacchi, al profeta Isaia, figliuolo di Amos.
2
et misit Eliachim praepositum domus et Sobnam scribam et senes de sacerdotibus opertos saccis ad Esaiam prophetam filium Amos
3 Ed essi gli dissero: Così ha detto Ezechia: Questo è un giorno d’angoscia, e di rimprovero, e di bestemmia; perciocchè i figliuoli son venuti fino all’apritura della matrice, ma non vi è forza da partorire.
3
qui dixerunt haec dicit Ezechias dies tribulationis et increpationis et blasphemiae dies iste venerunt filii usque ad partum et vires non habet parturiens
4 Forse che il Signore Iddio tuo avrà intese tutte le parole di Rab-sache, il quale il re degli Assiri, suo signore, ha mandato, per oltraggiar l’Iddio vivente, e per fargli rimprovero, con le parole che il Signore Iddio tuo ha udite; perciò mettiti a fare orazione per lo rimanente che si ritrova.
4
si forte audiat Dominus Deus tuus universa verba Rabsacis quem misit rex Assyriorum dominus suus ut exprobraret Deum viventem et argueret verbis quae audivit Dominus Deus tuus et fac orationem pro reliquiis quae reppertae sunt
5 I servitori adunque del re Ezechia vennero ad Isaia.
5
venerunt ergo servi regis Ezechiae ad Esaiam
6 Ed Isaia disse loro: Dite così al vostro signore: Così ha detto il Signore: Non temere per le parole che tu hai udite, con le quali i servitori del re degli Assiri mi hanno oltraggiato.
6
dixitque eis Esaias haec dicetis domino vestro haec dicit Dominus noli timere a facie sermonum quos audisti quibus blasphemaverunt pueri regis Assyriorum me
7 Ecco, io di presente metterò un tale spirito in lui, che, intendendo un certo grido, egli ritornerà al suo paese, ed io lo farò cadere per la spada nel suo paese.
7
ecce ego inmittam ei spiritum et audiet nuntium et revertetur in terram suam et deiciam eum gladio in terra sua
8 Or Rab-sache, essendosene ritornato, e andato a trovare il re degli Assiri, che combatteva Libna perciocchè egli avea inteso ch’egli si era partito di Lachis,
8
reversus est igitur Rabsaces et invenit regem Assyriorum expugnantem Lobnam audierat enim quod recessisset de Lachis
9 esso ebbe novelle di Tirhaca, re di Etiopia, che dicevano: Ecco, egli è uscito per darti battaglia. Ed avendo ciò udito, mandò di nuovo messi ad Ezechia, dicendo:
9
cumque audisset de Tharaca rege Aethiopiae dicentes ecce egressus est ut pugnet adversum te et iret contra eum misit nuntios ad Ezechiam dicens
10 Dite così ad Ezechia, re di Giuda: Il tuo Dio nel qual tu ti confidi, non t’inganni, dicendo: Gerusalemme non sarà data in mano del re degli Assiri.
10
haec dicite Ezechiae regi Iudae non te seducat Deus tuus in quo habes fiduciam neque dicas non tradetur Hierusalem in manu regis Assyriorum
11 Ecco, tu hai inteso quello che i re degli Assiri hanno fatto a tutti i paesi, distruggendoli; e tu scamperesti?
11
tu enim ipse audisti quae fecerint reges Assyriorum universis terris quomodo vastaverint eas num ergo solus poteris liberari
12 Gl’iddii delle genti, che i miei padri distrussero, di Gozan, e di Haran, e di Resef, e de’ figliuoli di Eden, che sono in Telasar, le hanno essi liberate?
12
numquid liberaverunt dii gentium singulos quos vastaverunt patres mei Gozan videlicet et Aran et Reseph et filios Eden qui erant in Thelassar
13 Dov’è il re di Hamat, e il re di Arpad, e il re della città di Sefarvaim, di Hena e d’Ivva?
13
ubi est rex Emath et rex Arfad et rex civitatis Sepharvaim Ana et Ava
14 Quando Ezechia ebbe ricevute quelle lettere, per mano di que’ messi, e le ebbe lette, egli salì alla Casa del Signore, e le spiegò nel cospetto del Signore;
14
itaque cum accepisset Ezechias litteras de manu nuntiorum et legisset eas ascendit in domum Domini et expandit eas coram Domino
15 e fece orazione davanti al Signore, e disse: O Signore Iddio d’Israele, che siedi sopra i Cherubini, tu solo sei l’Iddio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra.
15
et oravit in conspectu eius dicens Domine Deus Israhel qui sedes super cherubin tu es Deus solus regum omnium terrae tu fecisti caelum et terram
16 O Signore, inchina il tuo orecchio, e odi; o Signore, apri gli occhi tuoi e vedi; ed ascolta le parole di Sennacherib, il quale ha mandato questo, per oltraggiare l’Iddio vivente.
16
inclina aurem tuam et audi aperi Domine oculos tuos et vide et audi omnia verba Sennacherib qui misit ut exprobraret nobis Deum viventem
17 Egli è vero, Signore, che i re degli Assiri hanno distrutte quelle genti ed i lor paesi;
17
vere Domine dissipaverunt reges Assyriorum gentes et terras omnium
18 ed hanno gittati nel fuoco gl’iddii loro; perciocchè essi non erano dii, ma opera di mani d’uomini, pietra e legno; perciò li hanno distrutti.
18
et miserunt deos eorum in ignem non enim erant dii sed opera manuum hominum e ligno et lapide et perdiderunt eos
19 Ma ora, o Signore Iddio nostro, liberaci, ti prego, dalla sua mano, acciocchè tutti i regni della terra conoscano che tu solo Signore, sei Dio.
19
nunc igitur Domine Deus noster salvos nos fac de manu eius ut sciant omnia regna terrae quia tu es Dominus Deus solus
20 Allora Isaia, figliuolo di Amos, mandò a dire ad Ezechia: Così ha detto il Signore Iddio d’Israele: Io ho esaudita la tua orazione intorno a Sennacherib, re degli Assiri.
20
misit autem Esaias filius Amos ad Ezechiam dicens haec dicit Dominus Deus Israhel quae deprecatus es me super Sennacherib rege Assyriorum audivi
21 Questa è la parola che il Signore ha pronunziata contro a lui: La vergine, figliuola di Sion, ti ha sprezzato, e ti ha beffato; e la figliuola di Gerusalemme ha scossa la testa dietro a te.
21
iste est sermo quem locutus est Dominus de eo sprevit te et subsannavit virgo filia Sion post tergum tuum caput movit filia Hierusalem
22 Chi hai tu schernito ed oltraggiato? e contro a cui hai tu alzata la voce, e levati in alto gli occhi tuoi? contro al Santo d’Israele.
22
cui exprobrasti et quem blasphemasti contra quem exaltasti vocem et elevasti in excelsum oculos tuos contra Sanctum Israhel
23 Tu hai, per li tuoi messi, schernito il Signore; e hai detto: Con la moltitudine de’ miei carri, io son salito in cima de’ monti, fino al sommo del Libano; io taglierò i suoi più alti cedri, ed i suoi scelti abeti, e perverrò fino alla stanza che è nella sommità di esso, al bosco del suo Carmelo.
23
per manum servorum tuorum exprobrasti Domino et dixisti in multitudine curruum meorum ascendi excelsa montium in summitate Libani et succidi sublimes cedros eius electas abietes eius et ingressus sum usque ad terminos eius saltum Carmeli eius
24 Io ho cavati pozzi, ed ho bevute acque strane, ed ho asciutti con le piante de’ miei piedi tutti i rivi de’ luoghi assediati.
24
ego succidi et bibi aquas alienas et siccavi vestigiis pedum meorum omnes aquas clausas
25 Non hai tu inteso che già da lungo tempo io ho fatto questo, e l’ho formato ab antico? ed ora l’ho fatto venire, ed è stato per desolare, e per ridurre in mucchi di ruine le città forti.
25
numquid non audisti quid ab initio fecerim ex diebus antiquis plasmavi illud et nunc adduxi eruntque in ruinam collium pugnantium civitates munitae
26 E gli abitanti di esse, scemi di forza, sono stati spaventati e confusi; sono stati come l’erba de’ campi, e come la verzura dell’erbetta, e come l’erba de’ tetti, e le biade riarse dal vento, avanti che sieno salite in ispiga.
26
et qui sedent in eis humiles manu contremuerunt et confusi sunt facti sunt quasi faenum agri et virens herba tectorum quae arefacta est antequam veniret ad maturitatem
27 Ma io conosco il tuo stare, e il tuo uscire, e il tuo entrare, e il tuo furore contro a me.
27
habitaculum tuum et egressum tuum et viam tuam ego praescivi et furorem tuum contra me
28 Perciocchè tu sei infuriato contro a me, e il tuo strepito è salito a miei orecchi; perciò io ti metterò il mio raffio nelle nari, e il mio freno nelle mascelle, e ti farò ritornare indietro per la via stessa per la quale sei venuto.
28
insanisti in me et superbia tua ascendit in aures meas ponam itaque circulum in naribus tuis et camum in labris tuis et reducam te in viam per quam venisti
29 E questo, o Ezechia, ti sarà per segno: Quest’anno si mangerà quello che sarà nato de’ granelli caduti nella ricolta precedente; e l’anno seguente altresì si mangerà quello che sarà nato da sè stesso; ma l’anno terzo voi seminerete, e ricoglierete; e pianterete vigne, e mangerete del frutto.
29
tibi autem Ezechia hoc erit signum comede hoc anno quod reppereris in secundo autem anno quae sponte nascuntur porro in anno tertio seminate et metite plantate vineas et comedite fructum earum
30 E quello che sarà restato della casa di Giuda, e sarà scampato, continuerà a far radici disotto, ed a portar frutto disopra.
30
et quodcumque reliquum fuerit de domo Iuda mittet radicem deorsum et faciet fructum sursum
31 Perciocchè di Gerusalemme uscirà un rimanente, e del monte di Sion un residuo. La gelosia del Signore degli eserciti farà questo.
31
de Hierusalem quippe egredientur reliquiae et quod salvetur de monte Sion zelus Domini exercituum faciet hoc
32 Perciò il Signore ha detto così intorno al re degli Assiri: Egli non entrerà in questa città, e non vi tirerà dentro alcuna saetta, e non verrà all’assalto contro ad essa con iscudi, e non farà alcun argine contro ad essa.
32
quam ob rem haec dicit Dominus de rege Assyriorum non ingredietur urbem hanc nec mittet in eam sagittam nec occupabit eam clypeus nec circumdabit eam munitio
33 Egli se ne ritornerà per la medesima via, per la quale è venuto, e non entrerà in questa città, dice il Signore.
33
per viam qua venit revertetur et civitatem hanc non ingredietur dicit Dominus
34 Ed io sarò protettore di questa città, per salvarla; per amor di me stesso, e di Davide, mio servitore.
34
protegamque urbem hanc et salvabo eam propter me et propter David servum meum
35 Or quella stessa notte avvenne che un Angelo del Signore uscì, e percosse centottantacinquemila uomini, nel campo degli Assiri; e quando si furono levati la mattina, ecco, non si vedeva altro che corpi morti.
35
factum est igitur in nocte illa venit angelus Domini et percussit castra Assyriorum centum octoginta quinque milia cumque diluculo surrexisset vidit omnia corpora mortuorum et recedens abiit
36 E Sennacherib, re degli Assiri, si partì di là, e se ne andò, e ritornò in Ninive, e vi dimorò.
36
et reversus est Sennacherib rex Assyriorum et mansit in Nineve
37 Ed avvenne che, mentre egli adorava nella casa di Nisroc, suo dio, Adrammelec, e Sareser, suoi figliuoli, lo percossero con la spada; e poi scamparono nel paese di Ararat. Ed Esar-haddon, suo figliuolo, regnò in luogo suo.
37
cumque adoraret in templo Neserach deum suum Adramelech et Sarasar filii eius percusserunt eum gladio fugeruntque in terram Armeniorum et regnavit Eseraddon filius eius pro eo
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